Comune di Campli – Battaglia

La frazione di Battaglia di Campli è situata alle pendici della Montagna di Campli, nella vallata del Fosso Grande. Il piccolo abitato, in parte ottocentesco, conserva alcune interessanti case del tardo XVIII secolo, costruite in pietra non lavorata e malta, ed abbellite da piccole mensole reggilumi ai lati delle finestre ed architravi lignei. Un’abitazione (XVIII-XIX sec.) presenta un gafio (passaggio pedonale voltato) con iscrizione incisa su di un mattone, sopra l’ingresso: “1818 R. B.” (R = Ramoni). Il toponimo si riferirebbe forse alla battaglia di Tagliacozzo (AQ), del 23 agosto 1268. Dopo la vittoria di Carlo I d’Angiò su Corradino di Svevia, sarebbe stata eretta la storica Chiesa di S. Maria della Vittoria (S. Vittoria). Posta alle falde del monte, dipendeva dalla chiesa di S. Pietro di Campovalano. Il borgo fu feudo dei Melatino nel XII secolo. Nel 1589 ospitò truppe spagnole per combattere i banditi che infestavano le montagne del Teramano. La moderna Chiesa parrocchiale è dedicata a S. Giacomo Apostolo. Battaglia è patria di Giosia Ramoni, canonico di Campli (1689-1755). Fu autore di varie opere, purtroppo perdute.

GIOSIA RAMONI

Lo storico camplese Nicola Palma riporta nei suoi scritti alcune notizie su Giosia Ramoni (1689-1755), nato a Battaglia (all’epoca Villa Battaglia). Ramoni si recò a Roma per fare fortuna, mettendosi al servizio di un cardinale come segretario. Il vescovo camplese Vespoli Casanatte lo fece ritornare in patria, nominandolo canonico della Cattedrale di S. Maria in Platea. Giosia acquistò grande considerazione per l’abilità e ricercatezza dei suoi panegirici e per gli scritti sulle cose sacre d’Italia. Tra il 1733 ed il 1734 vinse il concorso per il ricco priorato di Ripe di Civitella del Tronto. Esercitò tranquillamente il ministero ecclesiastico fino a quando non sorsero delle controversie con il vescovo di Montalto Marche (AP), sotto la cui giurisdizione cadeva la frazione civitellese. Rinunciò al priorato a favore di D. Michele Luigi Camparelli, ricevendo come compenso una pensione. Sanzionato da bolla pontificia, dovette tornare a Campli, insegnando oratoria, prosodia latina e filosofia. Morì il 17 novembre 1755. I nipoti, per “fanciullesca impertinenza”, dispersero gli scritti dello zio. Di lui resta soltanto un Oratorio, stampato a Chieti nel 1734, musicato da D. Francesco Terrore, canonico e Maestro di Cappella di Campli. Venne eseguito nella chiesa di S. Pietro di Atri nel giorno della vestizione religiosa di otto novizie. Fu dedicato alla badessa del monastero, D. Marianna d’Acquaviva.

LE NEVIERE DI BATTAGLIA

Il territorio camplese ha una particolare, antica e ricercata cultura del pesce. Nel XVI secolo, sotto il loggiato del Palazzo del Parlamento (Palazzo Farnese) di Campli era situata una pescheria. Sopra il paese di Battaglia, risalendo il fianco del Monte Monticchio, ancora oggi si possono notare delle grandi neviere, pozzi scavati nel terreno utilizzati per conservare la neve pressata. Il ghiaccio che si formava era utilizzato fino ad estate inoltrata. Tra i vari usi che se ne faceva, veniva venduto ai pescatori di Giulianova che lo adoperavano per conservare il pesce pescato.

Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo

Ricostruita nel 1957, a causa dei danni causati dalla II Guerra Mondiale, la Chiesa parrocchiale di S. Giacomo Apostolo presenta una facciata a capanna affiancata da un campanile in laterizio con due campane, cuspide ottagonale ed orologio. Sul sagrato, cui si accede tramite una piccola scalinata, il portale abbellito da un arco a tutto sesto.

Venne costruita nel 1449 con l’autorizzazione di Giacomo Ranieri, Vicario Generale del vescovo Francesco Monaldeschi, dotata di benefici da alcuni residenti nella frazione. Lo storico camplese Nicola Palma informa che veniva definita “sine animarum cura” (senza cura di anime), in contrada delle Legnature, confinante con i beni dell’abbazia dei SS. Mariano e Giacomo di Nocella, cui apparteneva. Parrocchiale già nel 1587, possedimento di Giulio Bellolatte di Fermo, domestico di papa Sisto V. Il pontefice nel 1588 la annesse alla nuova diocesi di Montalto Marche (AP). Nel 1600 passò sotto la giurisdizione ecclesiastica della diocesi di Campli ed Ortona (CH) istituita da Clemente VIII.

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