Situata in Piazza Vittorio Emanuele, di fronte a Palazzo Farnese. Ignote le sue origini, elevata al rango di Collegiata intorno al 1395. Durante il periodo farnesiano fu Cattedrale della diocesi di Campli-Ortona (1600-1818). Edificata sui resti di un luogo più antico di culto, come da tracce ancora visibili a destra della facciata, modificata nel 1793.

Inizialmente con una sola navata, quella occidentale venne aggiunta tra il 1470 ed il 1513, l’orientale nel 1561. La facciata neoclassica, bipartita e decorata da lesene e mensole, mostra una nicchia, sopra il portale, abbellita da una pregevole scultura in pietra raffigurante la Madonna in trono con il Bambino, attribuita a Giovan Francesco Gagliardelli (XVI sec.). La torre campanaria romanica al lato della facciata è composta da tre ordini divisi da sottili cornici; realizzata in blocchi di pietra e tufo, risale al XII-XIII secolo, alleggerita da monofore e bifore. Il campanile è simile ad altri abruzzesi e venne edificato nel XV secolo da Antonio da Lodi. La cuspide a base ottagonale risale al 1793. Singolare la storia del campanone: rifuso nel 1732 dalla famiglia Rozzi, incrinato nel 1847, fu nuovamente fuso nel 1853 dalla ditta Pasqualini di Montedinove (AP). L’armonioso suono sarebbe attribuito alla grande quantità di oro ed argento gettato dalle nobildonne locali durante la colata.

L’interno, a tre navate, racchiude innumerevoli capolavori. Il magnifico e scenografico soffitto ligneo con “Scene della Vita del patrono S. Pancrazio Martire” è stato realizzato da Teodoro Donati di Chieti nella prima metà del XVIII secolo. La Cappella del SS. Sacramento ospita un altare in pietra di Sebastiano da Como (1532); nella nicchia sopra l’altare una Madonna lignea in trono con il Bambino (1495) affiancata da due angeli, di scuola aquilana. Ai lati due tavole con “Santi” della scuola di Cola dell’Amatrice. Sull’altare a destra dell’ingresso un prezioso Crocifisso ligneo di arte tedesca del XIV secolo. Numerosi dipinti: una copia della “Visitazione” di Raffaello; una “Madonna con il Bambino e Santi” del ravennate Giovan Battista Ragazzini (1577); un’ “Immacolata Concezione e Santi” (XVIII sec.) della scuola di Sebastiano Conca; la “Presentazione al Tempio della Vergine” del camplese Giovan Battista Boncori (già in S. Maria della Misericordia); “Madonna del Latte”, tavola di Giacomo da Campli. Ed inoltre: coro ligneo con cattedra vescovile (XVII sec.); organo del 1663; varie suppellettili sacre custodite in sacrestia. Nella cripta, a cinque navate, statua lignea della protettrice Immacolata Concezione ed affreschi (XIV-XV sec.), attribuiti a Niccolò di Valle Castellana.

Da sapere

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