Comune di Campli – Morge

La frazione di Morge ha un aspetto ottocentesco e moderno. Lo storico Nicola Palma afferma che il toponimo del paese deriverebbe da “morge”, in dialetto abruzzese “blocchi di pietra”, situati in luoghi preminenti e scoscesi. Il borgo è ubicato infatti su di un ripido masso tufaceo. Degno di nota è il Santuario della SS. Trinità, nell’omonima contrada. La Chiesa parrocchiale è dedicata a S. Martino Vescovo.

Chiesa della Madonna delle Grazie

La Chiesa della Madonna delle Grazie (Madonna delle Vittorie) è situata in frazione Morge e risale ai secoli XIX-XX. La facciata è stata costruita in pietrame e mattoni e successivamente intonacata. Il tetto a capanna con capriate lignee copre l’unica navata del piccolo edificio. Il campanile a vela con unica campana incornicia la facciata abbellita da un portale sormontato da finestrone ad arco a tutto sesto. Nell’interno, una finestra rettangolare e nicchie centinate lungo la parete destra della navata e sul fondo. Due porte ai lati dell’altare permettono l’accesso alla sacrestia. (La chiesa è sconsacrata).

SANTUARIO DELLA SS. TRINITA’

Nella frazione di Morge, in località Trinità, sorge l’antico Santuario della SS. Trinità. Lungo la strada che conduce la frazione di Molviano esisteva in passato un’edicola votiva con affresco rappresentante la SS. Trinità, attribuito alla scuola di Cola dell’Amatrice (Nicola Filotesio), del XVI secolo. L’edificio fu edificato forse sui resti di un tempio pagano dedicato a Giove, del quale restano tracce nel bordo di una vasca in pietra: reperti riportati alla luce negli ultimi decenni nei dintorni della chiesa. La facciata a capanna mostra un portale in pietra coronato da un timpano spezzato con un’edicoletta nel mezzo e la scritta incisa “TRINITAS EST”. Ai lati si osservano tipiche finestre rettangolari con grata in ferro. Sull’ingresso laterale si legge: “TRES PERSONAE”. Sul retro un campanile a vela con tre campane. Nell’interno, a navata unica, soffitto sorretto da capriate lignee; al centro l’edicola votiva originaria, inglobata in un tabernacolo barocco (XVII sec.) aperto su tre lati, in forma di tempietto. E’ decorato da pilastri, lesene, statue in pietra e stucchi dorati. Ai lati dell’altare maggiore due placche con la Croce delle Indulgenze, concesse da papa Leone XIII nel 1901. L’immagine raffigura la SS. Trinità con le figure della Madonna e S. Giovanni Evangelista; sullo sfondo, tipico paesaggio camplese. Da questo santuario provengono una cinquecentesca “Ultima Cena”, tela di pittore marchigiano ed un’ “Annunciazione”, copia di Guido Reni. I due dipinti, per motivi di sicurezza, sono stati traslati nel vicino Convento dei Cappuccini di Campli. Dietro al tempietto un altare con un affresco (Madonna con il Bambino) ed un cartiglio in stucco con dedica all’Eterno Padre: “D. O. M. 1696”. Una mattonella del cornicione riporta la data 1738. Tra le varie tele un “S. Atanasio Vescovo” del 1607. Il tempio fu caro agli Acquaviva, duchi di Atri. Numerosi erano gli arredi sacri e i dipinti conservati.

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