La costruzione della chiesa di Santa Maria Lauretana di Poggio Umbricchio venne ultimata intorno al 1570, anno che si legge sull’iscrizione del portale della chiesa. Fino a quella data la sede parrocchiale del «plebanatus Podii Umbriculis» era costituita dalla chiesa di Santa Maria de Plebis, situata nel villaggio aperto sottostante all’insediamento fortificato (castrum) disposto sulla sommità di un’altura (podium) a ridosso della rocca (arx). Verso la metà del XVI secolo la popolazione e le strutture ecclesiastiche si trasferirono a ridosso del castrum; contemporaneamente alla costruzione della chiesa, infatti, il magister Iohannes Bartolomaei de Pontasco Lombardus provvide alla costruzione della casa parrocchiale «dentro detto castello de Podio Ombriculo» come da contratto stipulato il 3 settembre 1562 con il reverendo Paolo d’Andrea di Poggio Umbricchio.
Della nuova chiesa parla, nella visita pastorale del 1575 il vescovo di Teramo Giacomo Silverio Piccolomini ricordando che l’antica pieve, alquanto distante dall’abitato, era destinata a chiesa cimiteriale.
Al suo interno è tuttora conservato un bellissimo esemplare di cippo miliare romano del (IV secolo d.C.) recante la seguente iscrizione:

DDD NNN
FLA(aviis) VALENTINIA(no)
VALENTE ET GRATI(ano)
PII. FELIC (ibus) AC TR (iumphatores)
AC B (ono) R (ei) P (ublicae) N (atis)
C I I I I

Nel pavimento della stessa chiesa si conserva, inoltre, un’iscrizione romana che potrebbe essere ricollegata ad una antica necropoli:
SEX. EGNATIUS T. F. TESTAMENTO FIERI IUSIT ARBITRATU MAXUMAE CARSEDIAE T. F.
di maggiore interesse artistico presenti nella chiesa, una particolare attenzione gli affreschi, gli altari barocchi con le rispettive tele, la balaustra lignea ed il soffitto ligneo a cassettoni.
In particolare la tela raffigurante la madonna del Soccorso del secolo XVII recante nell’angolo in basso a destra lo stemma della famiglia Castiglione di Penne che detenne la signoria feudale del paese dapprima col titolo baronale poi, dal 1770, col titolo di marchesi di Poggio Umbricchio per concessione dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo.
Il soffitto ligneo a cassettoni venne costruito nel 1664 e conobbe un primo “restauro” ad opera del «fabbro» Giuseppangelo Frangellini.
durante i lavori di restauro del soffitto ligneo, sono stati riscoperti tre affreschi: il primo, datato 1575, raffigura due santi vescovi, gli altri due, risalenti al XVII secolo, raffigurano San Carlo Borromeo.

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