Tottea un piccolo e prezioso borgo incastonato tra le millenarie rocce arenarie dei Monti della Laga
E’ stato da sempre uno dei più popolosi paesi della Montagna di Roseto, é una frazione del Comune di Crognaleto sita a 940 metri s.l.m. Il borgo pare prenda il nome dalla distorsione in volgare della parola “tettoia”, data dalla conformazione del banco di roccia arenaria sul quale si estende e dal quale domina le curve sinuose del Fiume Vomano.
Documenti del XIII secolo definiscono il confine tra gli ambiti giurisdizionali di Teramo e di Amatrice, assegnando Tottea a quello Teramano.
La chiesa di S. Angelo (S. Michele Arcangelo) di “Tucteio” o “Tocteio” risulta compresa nella Pieve di Piano Vomano già in documenti del XIV secolo, edificio semplice ma suggestivo, con tetto a capanna e campanile a vela, al cui interno si conservano tuttora statue lignee del settecento.
Altrettanto interessante è la piccola cappella in pietra di S. Antonio, della metà del XVII secolo.

Personaggi

Domenico de Rubeis di Tottèa (sc. XVII), governatore di Atri a soli 22 anni, avvocato molto apprezzato a Napoli per la sua eloquenza, tanto da essere soprannominato “il Cicerone degli Abruzzi”.
Gianfrancesco Nardi (1746-1813), avvocato, autore dei Saggi sull’agricoltura, le arti e il commercio della provincia di Teramo.

La storia

«Tottea, una delle 28 ville comprese nella Montagna di Roseto in Abruzzo ulteriore, distante da Teramo miglia 24. Gli abitanti ascendono a circa 370».
Cosi descrive sinteticamente Tottea, nel 1805, Lorenzo Giustiniani nel suo Dizionario geografico – ragionato del Regno di Napoli.
In una bellissima Carta dell’Abruzzo risalente intorno al 1750 di Ph.° Aragona, conservata presso la Biblioteca Provinciale “Melchiorre Delfico” di Teramo, nel comprensorio della Montagna di Roseto solo due ville, per usare il termine del Giustiniani, sono riportate: una è Tottea, l’altra Nerito. 

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La circostanza è degna di nota, facendoci comprendere pienamente come, a quel tempo, Tottea fosse al centro della vita sociale ed economica della montagna teramana, rappresentando un crocevia importante per gli scambi commerciali e per le comunicazioni nell’area specifica della Montagna di Roseto. Tale importanza era sicuramente favorita, come più tardi osserverà il Palma, dalla vicinanza alla principale via di comunicazione sul Vomano, che la metteva facilmente in collegamento con i centri dell’Aquilano e del versante Vestino.
Scrive lo storico Niccola Palma nella sua Storia ecclesiastica e civile della Regione più settentrionale del regno di Napoli Detta dagli antichi Praetutium, ne’ bassi tempi Aprutium Oggi Città di Teramo e Diocesi Aprutina, del 1832: «Tottea, nel libro politico appellata Tuctejo, e nel linguaggio de’ nostri Montanari Totteja anagramma purissimo di tettoja, termine generale italiano destinato a significare un tetto fatto in luogo aperto. E qual luogo più aperto e più esposto all’inclemenza delle meteore di quello, del quale parliamo? Troppo prezioso vantaggio dove sembrare in quelle giogaje un tetto per non chiamare (fino alla corruzione della lingua latina) tectorium il primo tugurio coperto, ch’ivi si fosse piantato.
Da sì piccolo principio è però cresciuta Tottea fino ad essere il più popoloso Villaggio de’ monti detti di Roseto: al che ha dovuto contribuire la sua situazione sulla strada, per cui mezzo abbiamo avuta ed abbiamo comunicazione coi Sabini e coi Vestini transappennini. Non è quindi meraviglia se nella visita del 1611 si rinvennero nella curata di S. Angelo le confraternite del Sagramento e del Rosario: se la popolazione vi avesse fondata e dotata la cappella di S. Antonio di Padova nel 1656 e D. Pietro de Rubeis di Tottea altra sotto il titolo della Concezione: e se Visconti autorizzò il Sindaco a stabilire un monte frumentario nel 1634».
E sicuramente aveva ragione il Palma quando si riferiva, in primo luogo, alla posizione di questo stupendo paesino dei Monti della Laga in provincia di Teramo, annoverato tra i più popolosi della Montagna di Roseto. Una posizione di forte esposizione alle intemperie dei mesi più freddi, certamente, che ha contribuito però a farne, ancora oggi, uno dei borghi più suggestivi di tutta la montagna teramana.
A Tottea ciò che colpisce è il connubio tra storia e natura. Le fitte e inaccessibili foreste, gli stazzi dei pastori, i banchi di roccia arenaria della Laga fatti di sabbia finissima compattata nei millenni, le cascate fragorose nei boschi, le fioriture primaverili in alta quota, i sentieri fiabeschi che si inoltrano nella boscaglia. Ma anche storia, tradizione, con piccoli ‘capolavori dell’arte’ da visitare, come la caratteristica Chiesa di San Michele Arcangelo, con tetto a capanna e piccolo campanile a vela, e all’interno alcune tipiche statue lignee risalenti al Settecento; e ancora la piccola cappella in pietra di Sant’Antonio, della metà del XVII secolo.
E poi le tipiche case in pietra arenaria della Laga, con ornamenti e manufatti in pietra di elevato valore artistico e artigianale: portali, camini, soglie che resistono nei secoli, e testimoniano il valore della “pietra” per le genti montane.
Tottea è scolpita nella roccia arenaria dei Monti della Laga, dove questi, sul fiume Vomano, si incontrano con le rocce calcaree della catena del Gran Sasso d’Italia, nel cuore, oggi, del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Tottea è al centro di un paradiso naturalistico, di un territorio dove gli uomini hanno tenacemente convissuto con le forze naturali, preservando e conservando una ricchezza ambientale senza pari.
Sull’ alta valle del Vomano, fin dai tempi più antichi, gli abitanti di Tottea hanno ricavato dalla montagna il loro sostentamento: la legna, i frutti della terra, la pastorizia, la roccia arenaria. E proprio dalla roccia arenaria è nata una delle attività artigianali più antiche e rinomate che nei secoli si sono sviluppate nel comprensorio della Montagna di Roseto: quella degli scalpellini, autentici artisti della pietra, capaci di creare suppellettili, ornamenti e utensili di grande pregio e valore artistico e artigianale.
Questi uomini hanno ‘combattuto’ con la loro intelligenza la pesantezza della materia, forgiandola abilmente a seconda delle loro necessità, dando vita ad autentici capolavori in pietra, ancora oggi perfettamente conservati.
Proprio su tale tipicità oggi Tottea scommette per il rilancio, in chiave turistica e culturale, della propria economia, attraverso iniziative culturali volte a tramandare conoscenze e competenze di questo antichissimo mestiere di montagna. Un moderno Ecomuseo e Centro di Documentazione sulla Pietra Arenaria della Laga sta infatti nascendo nella nuova sede dell’Associazione Pro Loco di Tottea, una realizzazione che fungerà da polo di attrazione per studiosi, artisti, turisti o semplici curiosi.

Dopo tutto Tottea oggi è rinomata per la presenza sul suo territorio di un rilevante numero di imprese edili di costruzione e restauro, che si fanno apprezzare in ambito nazionale e internazionale per l’eccellenza delle loro maestranze. Quindi, la scelta di puntare sul recupero di un’antica tradizione legata al territorio e in qualche modo al mondo delle costruzioni sembra quanto mai appropriata e opportuna.

Ma torniamo ancora indietro nel tempo, e andiamo a vedere di citazioni tratte da una moderna fonte bibliografica di indubbio valore (La valle dell’alto Vomano ed i Monti della Laga. Dizionario topografico e storico, DAT III-2, 1991) quali sono stati i principali avvenimenti storici che hanno riguardato il borgo di Tottea. Una prima notizia data 1297, quando «i sindaci di Teramo e di Amatrice si accordano sui confini dei rispettivi ambiti giurisdizionali, convenendo sul punto che Tottea sia soggetta alla seconda. Dal catalogo degli enti ecclesiastici della diocesi aprutina, redatto nel 1324, risulta che la chiesa di S. Angelo fa patte della pieve di Piano Vomano.
Dal censuale del 1526, fatto redigere dal vescovo F. Cherigatto, risulta che la parrocchia di S. Angelo di “Tucteio” o “Tocteio”, compresa nella pieve di Piano Vomano, deve 3 soldi e 2 tomoli di orzo. Nel 1611 sono eretti nella curata di S. Angelo di Tottea i benefici del S. Sacramento e del Rosario. Nel 1634 il vescovo G. B. Visconti autorizza il sindaco di Tottea a creare un monte frumentario.

Nel 1656 la popolazione di Tottea edifica nella parrocchiale di S. Angelo la cappella di S. Antonio di Padova e Pietro de Rubeis di Tottea la cappella della Concezione. Nel 1764 Benedetto di Luca Matoni di “Totteia” stipula una vendita, il mal’. 26, con i domenicani di Teramo. Nel 1799, il feb. a Tottea, Berardino Ciccone di Crognaleto si fa sostenitore della repubblica.
Intorno al 1806 il sindaco di Tottea Giuseppe Masci sostiene le spese per far fronte all’occupazione francese. Dopo il 1813 Tottea, già patte del comprensorio di Montagna di Roseto del ducato di Atri, è annessa al comune di Crognaleto.
Nel 1836 la parrocchia di Tottea conta 426 anime».
Vogliamo concludere questa carrellata di citazioni storiche riguardanti Tottea con Francesco Savini che, nel 1927, nel suo libro Le famiglie del Teramano, scrive sulla famiglia De Rubeis di Tottea: «Rubeis (De) di Tottea. 1. Pietro (don), fondatore di una cappella in S. Angelo di Tottea, 1656; Palm., IV; 150. 2. Domenico, giureconsulto e prosatore latino insigne di Tottea, pubblicò, dedicato al suo protettore e signore Giosìa III di Acquaviva, duca d’Atri, il volume: Forensium certaminum specimen, cui prima quatuor paraphrasis illigata hexametris accedit, Neapoli 1668, sumptibus Novelli de Bonis, col ritratto dell’ autore all’età di 45 anni; Palm., V; 108. 3. Michele, fratello del precedente, anch’egli elegante poeta latino, aggiunse epigrammi propri all’ opera suddetta del fratello Domenico, e ridusse a quattro poemi eroici le prime quattro orazioni di costui, pure aggiungendoli alla stessa opera e dedicandoli a Rodolfo di Acquaviva, nunzio apostolico in Isvizzera; Palm., V; 108. 4. Giannicola, morto in Tottea, ultimo maschio di sua famiglia, 1785; Palm., V; 109».

«Tottea, un piccolo e prezioso borgo incastonato tra le millenarie rocce arenarie dei Monti della Laga».

Simposio di Scultura in Pietra Arenaria di Tottea

Artisti provenienti da ogni angolo d’Italia hanno partecipato alle prime tre edizioni del Simposio di Scultura in Pietra Arenaria di Tottea, svoltesi nel 2004, 2005 e 2008, organizzate dall’Associazione Pro Loco di Tottea. Hanno scolpito nei blocchi di arenaria della Laga le loro straordinarie opere, poi lasciate in dono al borgo di Tottea, dove sono andate a costituire un singolare percorso espositivo all’aperto, nelle piazzette e nelle stradine del grazioso borgo montano.

Le opere sono contenute nel libro-catalogoTottea il paese di pietra“.

“La contrada totteiana – scrive Luciano Ricci nel 2005 – ha preso coscienza delle tradizioni, dei segni, dei valori della sua terra, dell’indissolubilità della sua identità territoriale, della volontà di esserci e di sentirsi uomini di questa terra, dalla scorza aspra, e dall’anima acerba. Il legame simbiotico con la natura si è espresso attraverso la voce della pietra arenaria e del legno delle sue montagne; una voce dal timbro magico e irripetibile che investe i nostri sensi in una dimensione mistica e devozionale. Tottea è patria di cavatori, maestri scalpellini, artigiani del legno, pastori, allevatori, carbonai, boscaioli; che si sono tramandati lungo l’evolversi della civiltà montanara, le tecniche di lavorazione, il segreto degli strumenti, le consuetudini di un esercizio ereditario, maturato in capacità tecniche, in attività specifiche, in nobile produzione artigianale”.

Statua di Maria Santissima

Si narra che la statua raffigurante Maria Santissima fosse di proprietà di un cittadino di Tottea, un certo Ludovico, e che egli avesse provato più volte a vendere la statua. Ma nel trasportarla la stessa si appesantiva a tal punto da non riuscire a caricarla, finchè non veniva ricollocata nella sua nicchia.

La si festeggia il 6-7-8 settembre.
Tottea, frazione di Crognaleto, Statua di maria Santissima

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